“Cosa ci aspetterà nel 2020? Certamente un anno in linea con quello che si sta per chiudere, secondo le stime dei maggiori analisti. Ovvero, crescita piatta (non si andrà probabilmente oltre il +0,3%), ulteriore stagnazione dei consumi e della produzione industriale. In più, ci aspetta un nuovo peggioramento del deficit e del debito. A parità di altre condizioni, infatti, il recente aumento dei rendimenti sui nostri titoli di Stato farà aumentare la spesa per interessi sul debito, che era stata completamente sottovalutata dal Tesoro nella Nota di Aggiornamento al DEF.
In quel periodo, infatti, i rendimenti sul decennale erano scesi fino allo 0,8%. Il governo aveva gridato vittoria e aveva elaborato le stime sulla base di quel dato. Peccato che, da allora, quei rendimenti sono saliti fino a quasi 1,5%, proprio in questi giorni. Un aumento dello 0,5% sul rendimento decennale provoca un aumento di spesa per interessi di circa 4 miliardi l’anno. Considerando che l’aumento attuale è pari allo 0,7%, la cifra sale a circa 6 miliardi. Ed è una stima ancora prudente.
Questo vuol dire, tra le altre cose, che anche il deficit aumenterà proporzionalmente di una cifra analoga, che, in termini percentuali, equivale a circa più dello 0,3% di Pil, il che porta il rapporto deficit/Pil 2020 a oltre il 2,5%, rispetto al 2,2% stimato dal governo. E maggior deficit, lo sappiamo, si traduce automaticamente in maggior debito. Se consideriamo poi che i rendimenti sui nostri titoli di Stato potrebbero aumentare ulteriormente per effetto delle condizioni monetarie internazionali, con la fine delle politiche monetarie espansive da parte delle banche centrali, il conto per gli italiani potrebbe salire ancora. Ciò che è certo è che ormai, agli “anni bellissimi” di Conte non crede più nessuno”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.