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TOGHE IN POLITICA: BRUNETTA, ANM LA PENSA COME FI, RESTA SOLO IL PD, IL PARTITO DEI MAGISTRATI POLITICIZZATI

 
“Chi sceglie la carriera politica non puo’ piu’ svolgere funzioni giurisdizionali. Questa la ‘linea dura’ emersa dalla riunione del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati che ieri ha affrontato il tema delle toghe in politica. Secondo l’Anm ‘chi fa politica per anni non puo’ piu’ rientrare a svolgere funzioni giurisdizionali. Se il divieto sembra collidere con il principio contenuto nell’art. 51 della Costituzione, si potrebbe valutare la modifica del Testo costituzionale o, in subordine, prevedere per chi rientra solo funzioni giudicanti civili'”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“L’Anm la pensa come Forza Italia, benvenuti nel club. Nelle scorse settimane abbiamo fatto, prima in Commissione e poi in Aula, a Montecitorio una battaglia contro il provvedimento sui magistrati in politica, denunciando il Pci-Pdc-Ds-Pd, partito delle toghe politicizzate, e l’atteggiamento di quei magistrati-politici (Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia della Camera, su tutti) che, al di la’ della loro qualita’ professionale, vogliono continuare ad avere le porte girevoli.
Il provvedimento sulle toghe in politica era stato approvato a Palazzo Madama nel 2014 e poi e’ rimasto fermo alla Camera per quasi tre anni nonostante le numerose richieste di Forza Italia di portarlo in Aula. La commissione Giustizia presieduta dalla Ferranti, guarda caso un magistrato, ha bloccato il provvedimento per 36 mesi.
Il testo era stato approvato quasi all’unanimita’ al Senato e a Montecitorio è stato ridotto ad acqua fresca, anche rispetto alle proposte del Csm. Una mediazione sempre piu’ al ribasso per il Pd amico delle toghe politicizzate.
Le porte girevoli fanno male alla magistratura. Il Pd vuole una magistrati politicizzati, noi no. E leggendo quanto emerso dalla riunione dell’Anm di ieri, non le vogliono neanche le toghe”.