“Dopo le previsioni negative sulla crescita del Pil italiano da parte delle principali istituzioni nazionali e internazionali, i rendimenti dei nostri BTP sono tornati a salire. Oggi, il rendimento sul BTP con scadenza a 10 anni è tornato sopra quota 2,5% per un aumento percentuale pari al +2,5%. Giusto un anno fa, prima dell’avvento del nuovo Governo, era pari soltanto a 1,78%. Anche le aste odierne del Tesoro non sono andate come il Governo sperava. Il rendimento di emissione sul decennale è sì sceso al 2,61% ma si è attestato ad un livello superiore a quello offerto sul mercato secondario, lasciando intendere che su quel mercato ci sarà presto un riallineamento al rialzo dei rendimenti. Peggio è andata all’asta del titolo con scadenza quinquennale, il cui rendimento è salito all’1,71% dal precedente 1,59%, confermandosi tra i rendimenti più alti d’Europa.
Per colpa dell’entrata in recessione dell’economia e del nervosismo degli investitori dovuto alla non chiarezza del Governo sulle proprie politiche economiche, l’Italia ha quindi perduto l’occasione di sfruttare la ghiotta opportunità offerta dall’ammorbidimento delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea, che ha dichiarato di voler rinviare la stretta monetaria sui tassi d’interesse alla fine di quest’anno e di voler lanciare nuove aste di liquidità a favore del sistema bancario.
Di questo nuovo corso si è avvantaggiata, paradossalmente, la Germania, che è tornata ieri ad emettere i propri bund con scadenza decennale con rendimenti negativi. L’Italia sta quindi andando controcorrente rispetto agli altri paesi europei e, per via della perdita di reputazione, invece di vedere una riduzione dei propri rendimenti sovrani, assiste ad un loro aumento”.