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BERLUSCONI. Una firma a testa alta. La dignità di un grande leader. Appuntamento con la riscossa. Sin da stasera a “Porta a Porta” sgonfierà la mongolfiera di Renzi

 

 Berlusconi

Aspettiamo. Aspettiamo tutti “Porta a Porta”.

 

Tutti, ma proprio tutti. Silvio Berlusconi manca da più di un anno a un appuntamento televisivo di questa importanza. Visto che siamo in tempo pasquale, e le metafore esagerate vengono spontanee, ci sporgiamo in una profezia:  si possono avere i segni delle ferite e si può risorgere. Persino più lucenti e convincenti.

 

Scommettiamo?

Intanto sarà bene mettere a fuoco qualcosa che già è stato registrato dalle cronache televisive e no, ovviamente il più delle volte deformato ad uso di propaganda nemica (nemica? Ma sì, è così). Silvio Berlusconi ieri ha dovuto ingoiare un boccone amarissimo. Recarsi a firmare l’accettazione di una sorta di decalogo, dove sono segnati i limiti della propria libertà personale.

 

Poteva trasmettere l’orrore da patibolo pubblico iraniano, con i giornalisti schierati e stretti intorno non per far sentire amicizia, ma con quel gusto del cogliere la sofferenza altrui e farla rimbalzare a casa come becchini elettronici.

 

Invece è stata un’altra cosa. L’Italia migliore ha percepito l’ingiustizia della scena e insieme il decoro di quest’uomo. Questa Italia gli chiede scusa di quello che a un innocente tocca sopportare “in nome del popolo italiano”.

 

Berlusconi ha tenuto la testa alta, è stato statista fino in fondo. La dignità e l’ironia di un grande leader: “Sono affidato ai servizi sociali, non prigioniero di fotografi e reporter”. Si è assunto l’onere di caricarsi addosso senza ira, senza rancore, qualcosa che è conseguenza non di una colpa commessa ma di una cattiva sentenza (della Cassazione, non certo del Tribunale di sorveglianza che ha agito con buon senso, in un alveo obbligato).

 

Da questo momento, il tempo dell’amarezza e del lutto è superato. C’è quello di una lotta fresca, di un entusiasmo contagioso, dove persino il lavoro socialmente utile diventa testimonianza di una maniera di vedere gli altri non come merce per voto di scambio, ma come persone che hanno bisogni e desideri.

 

Ci saranno grandi sorprese. La mongolfiera di Renzi si sgonfierà.

 rENZI PALLONCINO

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