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LA QUESTIONE TEDESCA. La sinistra italiana tradisce se stessa. Così il suo popolo denuncia il comportamento vergognoso della Germania. E dà ragione a Berlusconi

 

 

Perché non ci piMuroace questa Europa a trazione tedesca? La risposta è molto semplice, l’ha ribadita in questi giorni Silvio Berlusconi.

 

Sta nel pericolo insito nel nazionalismo egemonico tedesco, storicamente disastroso per l’Europa e che ancora oggi si affaccia comprimendo i diritti degli altri popoli, in primis quello italiano.

 

Accade però che la sinistra, invece di difendere l’interesse nazionale, inizi a sposare il modello tedesco per ingraziarsi la Merkel ora che Renzi è al governo. A difendere la Cancelliera e Schulz è oggi quella che abbiamo definito la banda di Shanghai, ossia il Presidente del Consiglio coi  suoi amici di Twitter e merende.

 

C’è chi però esce dal coro di circostanza, ed esprime sentimenti più autentici. Ovviamente non arrivano in prima pagina sui giornaloni, ma qualcosa di sincero si affaccia nelle cronache locali.

 

Il Resto del Carlino lo scorso 28 aprile ha riportato l’intervento di Italo Rovali, personaggio da sempre schierato a sinistra e di certo non vicino a Silvio Berlusconi.

 

Secondo Rovali, “ha ragione Berlusconi. Lo Stato tedesco non riconosce il male che ha fatto. Riconoscerlo vorrebbe dire far fronte ai danni provocati, risarcendo le famiglie dei civili ammazzati in guerra”.

 

Il riferimento è, nel caso specifico, all’eccidio di Cervarolo, accaduto nel 1944 proprio ad opera dei tedeschi. “Dopo la condanna al risarcimento come responsabile civile, la Merkel aveva due possibilità: pagare la provvisionale ai parenti, una cifra ridicola per il bilancio della Germania; oppure ricorrere alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia per non pagare.

 

Ha scelto la seconda strada, un comportamento vergognoso, ma i cittadini tedeschi sono dalla nostra parte. Diciamo a Renzi: alla Merkel, quando le parli, ricordati di noi”.

 

Come mai questo intervento non è stato ripreso da quotidiani e Tg?

 

Forse perché i giornaloni, troppo impegnati a suonare il violino delle riforme inesistenti di Renzi, temevamo di fare un favore a Berlusconi? Non dovrebbe invece la stampa tutta informare i cittadini dei pericoli cui si va incontro se l’Europa non cambia assetto?

 

Anche il popolo di sinistra dà ragione a Berlusconi sulla Germania: il caso di Italo Rovali lo dimostra benissimo.

 

Aspettiamo che altri facciano mea culpa ed inizino a tutelare l’interesse dell’Italia, anziché innalzare su un trono dorato Angela Merkel e Martin Schulz.

 

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