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Oggi la presentazione della Relazione annuale del CNEL al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini

 

LEGGI L’EDITORIALE DI RENATO BRUNETTA
“Al nostro Paese ora serve una nuova cultura della manutenzione”

“Indispensabile, più che mai, un cambio di paradigma all’insegna di una rinnovata cultura della manutenzione. Una cultura rimossa o marginalizzata perché non si vede, non si annuncia e non genera consenso nell’immediato. Una cultura che, al contrario, dovrebbe acquisire centralità nel disegno delle politiche pubbliche, per il proprio valore sociale. Mi riferisco ai servizi infrastrutturali: scuole, strade, ospedali e anche ferrovie, di cui molto si è parlato proprio in questi giorni. Parlare di cultura della manutenzione vuol dire investire nella rigenerazione urbana e nel recupero delle periferie. Per far questo è necessario superare la logica del breve periodo e del facile consenso. Occorre anche sfuggire alla contrapposizione polarizzante tra pubblico e privato e pensare, invece, a logiche di Public Private Partnership (Ppp). Serve collaborazione, sincronia, corretta ripartizione dei ruoli. È indispensabile lavorare uniti, con un ampio coinvolgimento della società civile, impegnata nel confronto su questioni d’interesse comune. E il Cnel, la casa dei corpi intermedi, è una casa aperta. Soprattutto al futuro”.

LEGGI L’EDITORIALE DI PAOLO ZANGRILLO
“Fattore umano e merito per costruire un sistema che guardi al futuro”

“Al centro di qualsiasi iniziativa c’è la persona. Questo approccio è fondamentale poiché per innescare un processo di vero cambiamento è necessario innovare schemi e paradigmi e non limitarsi semplicemente a introdurre modifiche, puramente normative, in alcuni settori. Partendo dalle persone, e con l’ottica di fare rete, nel gennaio 2023 abbiamo avviato «Facciamo semplice l’Italia», per ascoltare e confrontarci con i nostri territori. Grazie a questo percorso ho avuto la conferma che la macchina dello Stato è una organizzazione complessa, fatta non solo di sportelli e documenti, ma soprattutto di strutture capaci di muovere gangli fondamentali del nostro Paese, in grado di sviluppare progetti innovativi”.