“Dalla Riforma alla Restaurazione, così si può sintetizzare l’operato
della ministra Madia sulla pubblica Amministrazione. L’accordo firmato
con i sindacati (in realtà solo con CGIL, CISL e UIL, e non con tutti
i sindacati rappresentativi del pubblico impiego come prevede la
legge), pochi giorni prima del referendum sulla riforma
costituzionale, è stato presentato come un rinnovo contrattuale di 85
euro mensili per l’intera categoria del pubblico impiego, ma le
risorse necessarie per il rinnovo non ci sono.
Per ora a bilancio ci sono poco più di 35 euro mensili, le altre si
vedranno, forse, l’anno prossimo. Peraltro l’accordo è stato firmato
dal Governo, ma non dalle Regioni e dagli enti locali (datori di
lavoro per circa metà dei dipendenti pubblici). Allora cosa riguarda
in realtà l’accordo di dicembre? Perché i sindacati hanno firmato un
accordo senza risorse finanziarie disponibili? La risposta è semplice:
smontare la riforma Brunetta. L’obiettivo è quello di reintrodurre la
supremazia della contrattazione e cioè del Sindacato, nel rapporto di
lavoro del pubblico impiego.
La riforma Brunetta aveva ridotto il ruolo della concertazione nel
pubblico impiego, dando il giusto ruolo ai sindacati e ai dirigenti e
aveva stabilito che non ci fossero più erogazione di premi a pioggia.
Sminuiti nel proprio anomalo potere i sindacati hanno sempre
contrastato la mia riforma ed ecco perché quando la Madia li ha
chiamati al tavolo, il loro obiettivo primario non era la
contrattazione, consapevoli della scarsità delle risorse, bensì
modificare la legge Brunetta.
Se tutto ciò accadesse nei prossimi giorni di trattativa, si tornerà
indietro di dieci anni, quando c’era l’esplosione della spesa per la
contrattazione integrativa. Eppure l’ex premier, Matteo Renzi, a
luglio del 2016, annunciando pomposamente la nuova riforma della
pubblica amministrazione diceva che ‘il merito non è più una
parolaccia. Chi lavora bene deve essere valorizzato e premiato
economicamente sul luogo di lavoro’. Non sarà una parolaccia, ma forse
è una presa in giro”.